La culla del riso Carnaroli

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Le origini del Re dei Risotti

 

Recentemente, è stato attestato che il riso superfino Carnaroli fu selezionato e coltivato per la prima volta nelle risaie che un tempo circondavano Paullo, dal risicoltore e agronomo Angelo De Vecchi.

Alla ricerca del chicco perfetto per la preparazione del risotto, il Sig. De Vecchi fece eseguire ai suoi collaboratori numerosissimi tentativi finché, nel 1945, incrociando il Vialone con il Lencino, ottenne il primo seme di Carnaroli, il riso dalla caratteristica forma affusolata e più lunga del consueto.

L’Ente Nazionale Risi

 

In seguito, nei primi anni ’80, Achille De Vecchi (il figlio dell’ideatore del Re dei risotti) cedette all’Ente Nazionale Risi
il materiale vegetale per proseguire la selezione conservatrice della nuova varietà. Da allora, questo prodotto di eccellenza dell’agricoltura italiana viene conservato in purezza nel Centro Ricerche sul Riso di Mortara.

Carnaroli,

il riso a DNA controllato

Durante le Grandi Risottate viene cucinato il Carnaroli del Distretto Rurale Riso e Rane perché, disponendo del marchio DNA Controllato (rilasciato dalla Piattaforma Genomica del Parco Tecnologico Padano di Lodi), certifica sia la tracciabilità del riso che la purezza della semente, per garantire ai consumatori che si tratta di Carnaroli puro al 100% (e non di una delle varietà similari spesso vendute sotto

la stessa denominazione), con le stesse caratteristiche del riso selezionato

a Paullo nel 1945.

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Gustariso

 

Nella Città del Carnaroli si celebra il Re dei Risotti anche in autunno, con la rassegna gastronomica Gustariso: un’occasione imperdibile per gustare, attraverso menu a prezzo fisso, le creazioni a base di Carnaroli proposte dai ristoratori di Paullo e dintorni. Naturalmente, il riso utilizzato è il Carnaroli DNA Controllato, per offrire ai clienti il sapore autentico del riso più amato da tutti gli chef!

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I patroni: Santi Quirico e Giulitta

 
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Chi erano i

Santi Quirico e Giulitta?

Quirico e Giulitta erano una giovane coppia (madre e figlio) condannata a morte in Asia Minore, intorno al 307, per non aver rinunciato alla propria fede Cristiana.

Diventarono i Santi Patroni di Paullo tra
il IX e il X secolo, per volere di un gruppo di pellegrini rimasti colpiti dalla devozione vista in

Oriente nei loro confronti.

La festa Patronale

Sebbene negli ultimi tre secoli la Festa Patronale fosse stata posticipata a Luglio per favorire l’intenso lavoro nei campi, essendo venuta meno questa esigenza, si è tornati a celebrare

i SS. Quirico e Giulitta - secondo la tradizione -

il 16 Giugno, scegliendo come nome per questo momento di socialità il modo in cui i vecchi paullesi erano soliti indicare la Festa Patronale:

El dì de la festa.